Posts Tagged ‘Ubuntu’

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Conv-To-IPhone-0.9

marzo 30, 2009

Nuova versione per lo script che permette di interagire con l’iphone con pochi click.
Lo script si può scaricare quì –> conv-to-iphone-0.9
La nuova versione presenta questi cambiamenti:
–> Conversione ,taglio mp3 per Suoneria dell’ IPhone
–> Conversione ,taglio mp3 per Suoneria Sms dell’IPhone
–> Upp Wallpaper per Sfondo
–> Upp di un generico file in in qualsiasi path nell’IPhone
–> !!!Implementazione con Gnome!!!

Requisiti:
faac
ffmepg
mplayer
poc-streamer o poc, a secondo della vostra distribuzione
Gnome o KDE
Per quanto riguarda la suoneria degli Sms, lo script cambierà automaticamente l’ultima suoneria “Elettronico”.
Per l’installazione dello script vi riporto al post precedente:Conv-To-IPhone “Suonerie sull’IPhone in un attimo da Linux”da

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Conv-To-IPhone “Suonerie sull’IPhone in un attimo da Linux”

marzo 17, 2009

Per tutti coloro che usano un iphone e usano Linux ho creato questo script per convertire un mp3 in un file m4r e upparlo direttamente nell’iphone come suoneria:

Prima di tutto dovete avere KDE,mplayer e faac, altrimenti vi restituirà solo errore.
Dopo che avete installate mplayer e faac andiamo a scaricare lo script da qui

Lo salviamo nel Desktop o in /usr/bin/ diamo:

chown vostroutente:gruppovostroutente
chmod 775 file-con-lo-script  <–questo se l’avete copiato in un file nuovo

Se lo salvate in /usr/bin/ dovrete per forza avviarlo tramite shell ovviamente dando il comando conv-for-iphone, oppure se lo salvate nel desktop basta cliccarci sopra.

Da capire non c’è nulla il funzionamente è semplicissimo, c’è solo da sapere che le canzoni devono essere titolate in questo modo:

Jet-Are_you_gonna_be_my_girl.mp3

e non in questo
Jet – Are you gonna be my girl.mp3 <—QUESTO MODO E’ ERRATO! NON DEVONO ESSERCI SPAZI
altrimenti ci saranno errori.


Risoluzione Migliore

“Nelle prossime versioni implementerò l’up di un qualsiasi file in una qualsiasi cartella, inserire una suoneria per SMS”

Ciao subrikk

per qualsiasi consiglio o chiarimento fatemi sapere.

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Script per collegamento wireless

ottobre 1, 2007

Se ci colleghiamo abitualmente a più access points con il nostro laptop, potrebbe essere noioso dover riconfigurare ogni volta la nostra interfaccia wireless. Questo semplicissimo script non fa altro che chiederci due parametri: un’interfaccia e un access point. Il terzo parametro, cioè l’eventuale password, è opzionale. Commentate la vostra interfaccia wireless nel file /etc/network/interfaces. Ecco lo script:

#!/bin/bash

if [ $UID != 0 ]

then

        echo “Need to be root”

exit

fi

if [ $# -lt 2 ]

then

        echo “Usage: $0 interface essid”

exit;

fi

if [ $# == 2 ]

then

        iwconfig $1 essid $2

elif [ $# == 3 ]

then

        iwconfig $1 essid $2 key $3

fi

dhclient $1

Dopo aver salvato e reso eseguibile il nostro script, basterà richiamarlo da root con la seguente sintassi:

$ sudo nomedelloscript interfaccia essid


Per esempio.:

Mettiamo caso che il nostro script si chiami wanconfig. Per collegare l’interfaccia wlan0 ad un access point di nome MIOAP faremo così:

$ sudo wanconfig wlan0 MIOAP

Se dovesse essere presente una password possiamo passarla direttamente in esadecimale come terzo parametro:

$ sudo wanconfig wlan0 MIOAP B68E1D5382F76B57B2B83362CF

o se preferiamo in ascii anteponendo “s:” alla password:

$ sudo wanconfig wlan0 MIOAP s:pippo

Adesso potremo passare velocemente da un AP ad un altro 😉

 

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Creare un proprio certificato per SSL

settembre 25, 2007

SSL (Secure Socket Layer) è un protocollo di comunicazione cifrato e utilizza una tecnica di cifratura chiamata crittografia a chiave pubblica. Oltre a cifrare una connessione, la crittografia a chiava pubblica consente a un client di autenticare il server. Questo grazie ad un certificato firmato da terze parti (solitamente è un’organizzazione indipendente) che verifica se il proprietario del server è effettivamente chi dice di essere. Se non possedete un certificato firmato da terze parti, i clients che contatteranno il vostro server riceveranno un avviso che li informerà riguardo il vostro certificato non visionato da un’autorità riconosciuta. Per evitare questo inconveniente dovrete pagare e far firmare la vostra CSR (Certificate Signing Request) da una CA (Certification Authority). Le due più importanti sono Verisign e Thawte.

Questa procedura consente di creare facilmente un proprio certificato non firmato da terze parti:

 

Per prima cosa installiamo le librerie necessarie

$ sudo apt-get update && sudo apt-get install openssl

 

Adesso passiamo a root

$ su

 

Installiamo una chiave privata supponendo di trovarci nella cartella confSSL sotto la root del webserver e dando per scontato che il modulo SSL sia già incluso in Apache (se usate Apache2.0 è già incluso di default e dovete solo caricarlo)

# openssl genrsa 1024 > miachiave.key

 

Adesso convalidiamo la chiave creata sopra generando una CSR

# openssl req -new -key miachiave.key -out convalida.csr

 

Infine creiamo il certificato vero e proprio firmando la CSR con la chiave privata

# openssl req -x509 -key miachiave.key -in convalida.csr – out certificato.crts

 

E’ molto importante che i file appena creati possano essere letti soltanto dall’utente root.

Una volta generato il certificato possiamo utilizzarlo per i nostri hosts virtuali che utilizzano https (secure http) inserendo le seguenti direttive in ogni VirtualHost che ascolta sulla porta 443 (la porta di default):

SSLCertificateKeyFile confSSL/miachiave.key

SSLCertificateFile confSSL/certificato.crts

Se impostate all’esterno dei container VirtualHost, queste direttive consentono di utilizzare il nostro certificato per tutti gli hosts virtuali che utilizzano SSL. Essi devono però specificare questa direttiva all’interno del proprio ambito:

SSLEngine On

Non è possibile specificare questa direttiva nella configurazione generale del server. Per imporre l’utilizzo di SSL in una directory utilizzate questa direttiva all’interno dei container <Directory>

SSLRequireSSL

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Compilare il kernel su ubuntu feisty

settembre 20, 2007

Esistono diversi modi per ricompilare un kernel. La procedura descritta di seguito illustra come ricompilare un kernel su ubuntu feisty 7.04 in pochi passi. Verrà usato il kernel 2.6.22 ma è possibile usare qualsiasi altra versione del kernel con eventuale patch. Inoltre consiglio di non eseguire nessuna operazione da utente root; per questo motivo aggiungeremo l’utente che vogliamo usare al gruppo src.

Per prima cosa aggiornate la lista dei pacchetti e installate i pacchetti necessari alla compilazione.

$ sudo apt-get update

$ sudo apt-get install build-essential kernel-package libncurses5-dev fakeroot wget bzip2

Al posto di tuonomeutente aggiungete l’utente che volete usare per la compilazione. Quest’ultimo sarà aggiunto al gruppo src.

$ sudo adduser tuonomeutente src

Effettuate un logout e rieffettuate il login. Fino ad allora non farete effettivamente parte del gruppo src. Dopodicchè controllate con il comando groups se fate parte del gruppo.

Spostatevi nella directory /usr/src e scaricate l’archivio del nuovo kernel; in questo caso useremo il 2.6.22.

$ cd /usr/src

$ wget http://www.kernel.org/pub/linux/kernel/v2.6/linux-2.6.22.tar.bz2

Scompattate l’archivio del kernel e create un link simbolico alla nuova cartella.

$ tar xjf linux-2.6.22.tar.bz2

$ ln -s linux-2.6.22 linux

Spostatevi nella directory dei sorgenti e fate una copia della configurazione del kernel. Quest’ultima tornerà utile se non vogliamo rischiare di commettere errori ed avere kernel panic al riavvio.

$ cd /usr/src/linux; cp /boot/config-`uname -r` .config

Configurate il kernel con il tool menuconfig. Questo è il passo più delicato. Intanto caricate il file di configurazione salvato in precedenza selezionando la voce “Load an Alternate Configuration File” e scegliendo “.config”. Se è la prima volta che ricompilate il kernel, sarebbe meglio esaminare con attenzione tutti i moduli con i relativi help, includendo soltanto i moduli strettamente necessari per il vostro hardware; otterrete così un kernel più snello e di conseguenza più performante.

$ make menuconfig

Dopo avere scelto i moduli da includere salvate la configurazione e uscite da menuconfig. Prima di procedere con la compilazione pulite i sorgenti con il comando seguente.

$ make-kpkg clean

Adesso iniziamo la compilazione. Questo processo potrebbe impiegare molto tempo, a seconda del vostro hardware e del numero di moduli inclusi in fase di configurazione. Il comando fakeroot serve a simulare un ambiente root.

$ fakeroot make-kpkg –initrd –append-to-version=-custom kernel_image kernel_headers

Da sottolineare che dopo “–append-to-version=” è possibile scrivere qualsiasi stringa che aiuti ad identificare il nuovo kernel ma deve iniziare sempre con un meno (-) e non deve contenere spazi bianchi.

Esempio: –append-to-version=-mio_kernel

Tornate alla directory /usr/src e controllate se sono stati generati i due pacchetti .deb.

$ cd /usr/src; ls -l

Passate a root, installate i pacchetti generati dalla compilazione e riavviate il sistema

$ su

# dpkg -i linux-image-2.6.22-custom_2.6.22-custom-10.00.Custom_i386.deb

# dpkg -i linux-headers-2.6.22-custom_2.6.22-custom-10.00.Custom_i386.deb

# reboot

Il vostro kernel verrà visto automaticamente da grub. In caso contrario vi bastarà dare il seguente comando

$ sudo update-grub

Al riavvio verificate la versione del kernel

$ uname -r

Se tutto è andato a buon fine dovreste avere un output simile a questo: 2.6.22-mio_kernel

Ho scritto questa miniguida perchè in rete c’è tanta di quella documentazione da far confondere le idee, soprattutto per chi usa il pinguino da poco. Spero di essere stato di aiuto a qualcuno. Ciao e alla prossima.